• Caldaie e scaldabagni tradizionali, dal 26 settembre scattano le nuove misure europee

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    Addio a caldaie e scaldabagni tradizione e largo a pompe di calore, caldaie a condensazione e sistemi ibridi. La rivoluzione inizia dal prossimo 26 settembre con le nuove misure introdotte dalla Commissione Europea che porteranno i rivenditori a sostituire, una volta smaltiti gli stock di magazzino, gli impianti in vendita per rispettare i nuovi standard di efficienza energetica. Inoltre arrivano le etichette sui consumi degli apparecchi, già introdotte per frigoriferi e televisori.

    Le novità che scattano dal 26 settembre 2015 rientrano in un piano più ampio dell’Unione europea per contrastare i cambiamenti climatici, a partire dal surriscaldamento del pianeta. “Tagliare i consumi di energia è cruciale per ridurre le emissioni di gas serra”, ha commentato Pieter Liese, eurodeputato tedesco del Ppe, che aggiunge: “Se non agiamo, i rifugiati ‘climatici’ saranno una delle nostre principali sfide in futuro”.

  • Efficienza Energetica dei condomìni un progetto europeo da sette milioni di euro

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    Il progetto è coordinato dall’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’EURAC, che in 4 anni si prefigge il traguardo di diminuire i consumi di queste strutture fino all’80% grazie a nuovi pacchetti di interventi per il risanamento energetico. Basti pensare che solo in Italia ci sono circa 1 milione di condomìni che rappresentano quasi il 70% delle abitazioni degli italiani.

    Il progetto coinvolge 18 partner europei e beneficia di 7 milioni di euro finanziati dal programma europeo per la ricerca Horizon 2020. I ricercatori studieranno pacchetti di interventi e strumenti immediatamente utilizzabili dagli inquilini: attraverso tecnologie plug&play si possono installare velocemente gli apparecchi necessari, facilitando anche il lavoro dei tecnici. In particolare saranno testati sistemi per il riscaldamento, il raffreddamento e la ventilazione meccanica, che raccolgono, accumulano e utilizzano l’energia solare a livello del singolo appartamento. Le unità abitative saranno climatizzate da sistemi che accumulano l’energia termica in piccoli serbatoi, installabili dal singolo condomine per esempio sul proprio balcone, e che saranno alimentati anche attraverso collettori solari termici o pannelli fotovoltaici.

  • Energy Revolution 2015 – 100% renewable energy, ecco il nuovo rapporto di Greenpeace

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    Nel 2050 il Pianeta potrebbe soddisfare interamente il proprio fabbisogno energetico con fonti rinnovabili: uno scenario non solo possibile, ma anche conveniente, come dimostra “Energy Revolution 2015 – 100% renewable energy”, nuovo rapporto di Greenpeace.
    Secondo lo scenario 2015 – le precedenti edizioni del rapporto hanno descritto scenari molto vicini a quanto si è poi verificato nella realtà – l’investimento necessario per raggiungere questo obiettivo entro il 2050 sarebbe più che ripagato dai futuri risparmi derivanti dall’abbandono dei combustibili fossili. Per un futuro 100 per cento rinnovabile al 2050, l’investimento aggiuntivo medio nelle rinnovabili sarebbe di circa 1000 miliardi di dollari l’anno. Il risparmio medio legato al mancato uso di combustibili fossili rispetto allo stesso periodo sarebbe invece di 1070 miliardi di dollari l’anno, quindi più degli investimenti necessari per la completa transizione verso le rinnovabili.

    Come affermato da Kumi Naidoo, Direttore Esecutivo di Greenpeace International, non è più possibile permettere che le lobby dei combustibili fossili ostacolino il passaggio verso le energie rinnovabili, ovvero la soluzione più efficace ed etica per un futuro energetico pulito e sicuro. «Vorrei invitare tutti quelli che dicono “non si può fare” a leggere questo rapporto, e riconoscere che una rivoluzione energetica per un futuro 100 per cento rinnovabile si può fare, si deve fare, e sarà un bene per tutti», ha dichiarato Naidoo.